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Quartz Extreme ma non troppo
Probabilmente il mio articolo di ieri, sullo stato dei client di posta elettronica, si è un po’ perso nel marasma dovuto all’uscita dei nuovi Mac, ma ci terrei davvero a conoscere la vostra esperienza e opinione in merito.
Oggi invece mi va di ribadire quanto siano frustranti certe ‘innovazioni’ di Safari 4 Beta.
(Ho effettuato modifiche via Terminale per riavere l’interfaccia di Safari 3).
Top Sites è una bella idea, davvero, e l’implementazione carina, davvero, ma in questo stato è inservibile. Mi rendo conto che è più un problema mio, ossia del mio povero PowerBook G4, che ha la sfortuna di avere una scheda grafica che si trova giusto al confine tra il bene e il male. NVIDIA GeForce FX Go5200, 32 MB di RAM video, una scheda 8x AGP montata su una connessione 4x. Sulla carta la scheda supporta Quartz Extreme — lo si nota da certi dettagli, come l’attivazione di un widget in Dashboard, che avviene con il classico effetto d’acqua (se la scheda non supportasse Quartz Extreme non si vedrebbe). All’atto pratico lo supporta abbastanza. Abbastanza per fare certe cose, ma non abbastanza per farne altre. Quando installai Leopard la prima volta, il fatto che la barra dei menu fosse solida era per me normale. Ma in tutte le schermate che avevo visto sul Web la barra era trasparente. Discussi questa piccola stranezza con John Gruber, e la nostra ipotesi (presto confermata) era che si trattasse di una limitazione della scheda grafica, appunto abbastanza potente ma non da abilitare di default alcuni effetti.
Alla pagina del download di Safari 4, si dice che i requisiti per le funzioni Top Sites e CoverFlow in Safari richiedono una scheda grafica che supporti Quartz Extreme. C’è pure un rimando a una brevissima nota tecnica che dice Se Top Sites e Cover Flow non funzionano in Safari 4 Public Beta, assicurarsi che la propria scheda video supporti Quartz Extreme (Mac OS X) o DirectX 9 (Microsoft Windows).
Quando si ha una scheda come la mia, che supporta-ma-non-abbastanza, Top Sites e CoverFlow funzionano, ma non bene. Nella schermata è possibile vedere Top Sites sul mio PowerBook in una bella giornata. Le aberrazioni grafiche che vedete sono ancora poche. Altre volte la situazione è anche peggiore. Dopo aver catturato la schermata, ho premuto F11 per visualizzare la scrivania e l’interfaccia grafica dell’intero sistema ha cominciato a non rispondere in modo reattivo. Tutti i comandi legati a Exposé e Spaces reagivano con mezzo minuto di ritardo. Ho dovuto chiudere la finestra di Top Sites per risolvere.
Quel che mi piacerebbe fosse implementato (e ho mandato feedback ad Apple) è un comportamento analogo a quanto visto per la barra dei menu: se il sistema grafico non ha risorse sufficienti, fare un passo indietro per rendere la funzione utilizzabile, magari eliminando gli effetti speciali e offrendo un Top Sites spartano, bidimensionale. Invece mi tocca disattivarlo. E tenere CoverFlow al minimo (peraltro non vengono caricate le anteprime e la maggior parte dei miei bookmark vengono visualizzati con segnaposti, vanificando lo scopo primario di CoverFlow — ma su questo mi riservo di indagare più a fondo).
[Link] Manutenzione del Mighty Mouse
A chi possiede un Mighty Mouse da un po’ di tempo sarà capitato almeno una volta di non poter più scorrere fluidamente i contenuti di documenti o siti Web verso l’alto e/o verso il basso. Facciamo girare la pallina grigia del mouse in tutte le direzioni, ma a video succede poco o niente, oppure lo scorrimento avviene a scatti e in maniera imprevedibile. È chiaro che il problema è dovuto a sporcizia accumulatasi all’interno, dietro la pallina. Solo che il Mighty Mouse non è facilmente smontabile da permettere un’operazione di pulitura approfondita.
Ho avuto anch’io questo problema. In rete si trovano i consigli più disparati, ma credo che la soluzione più efficace sia quella proposta da Apple stessa. Per lo meno, io l’ho seguita e ha funzionato. Ho quindi pensato che valesse la pena tradurre la nota tecnica e pubblicarla qui. Per inciso, continuo a non capire i criteri con cui vengono scelte le lingue in cui tradurre le note tecniche. Questa sul Mighty Mouse si trova infatti in inglese, tedesco, francese e tre lingue orientali che a occhio mi sembrano giapponese, coreano e cinese — ma non in italiano e spagnolo.
Ecco il testo tradotto (si noti l’ironia del Sommario):
Sommario – Malgrado il vostro Mighty Mouse non necessiti mai di acqua o cibo, di tanto in tanto potreste sentire il bisogno di pulirlo.
Se il Mighty Mouse è pieno di ditate o la sua superficie si è sporcata, è possibile pulirlo passandolo gentilmente con un panno che non lascia pelucchi. Se necessario, inumidire il panno con acqua soltanto, facendo attenzione a non inzupparlo. Il mouse infatti contiene componenti elettronici che possono essere danneggiati se dell’acqua penetra dalla fessura che circonda la pallina o nella parte inferiore del mouse.
Si può ricorrere alla stessa procedura per pulire la pallina di scorrimento del Mighty Mouse nel caso si sia scolorata o sporcata. Utilizzare un panno che non lascia pelucchi leggermente inumidito con acqua. Sfregare la pallina e l’area immediatamente circostante, facendo ruotare la pallina in modo da pulirla in ogni sua parte. Se lo scrolling appare difficoltoso o se la pallina di scorrimento non scorre verso l’alto, il basso o lateralmente, tenere il mouse capovolto e fare ruotare la pallina con forza mentre la si pulisce, così da far staccare eventuali residui di sporco accumulatisi all’interno.
È disponibile un video dimostrativo in formato QuickTime.
Io ho utilizzato, per praticità, una di quelle salviettine detergenti umidificate che si trovano in qualsiasi supermercato. Per esperienza, devo dire che la parte ‘geniale’ della procedura di pulitura è quella di capovolgere il mouse e sfregare bene la palletta, mentre la si fa girare in ogni direzione. Poi si asciuga bene il mouse e lo si lascia riposare un minuto. Riacceso e riconnesso (io ho il modello wireless), lo scrolling ha ripreso a funzionare perfettamente come quando il Mighty Mouse era nuovo.
Mac OS X e l’ottimizzazione dei dischi
Apple ha recentemente ripubblicato una nota tecnica che tocca uno degli argomenti più discussi in merito a Mac OS X, al pari della famigerata “riparazione dei permessi”: è necessario deframmentare i dischi sotto Mac OS X?
Vista l’utilità e la solita assenza dell’italiano fra le lingue disponibili, ho pensato di tradurla e pubblicarla qui. Il testo originale di tutto quel che segue è Copyright Apple, Inc. 2008.
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Mac OS X e l’ottimizzazione dei dischi
Sull’ottimizzazione e la frammentazione
L’ottimizzazione di un disco è un processo in cui le posizioni fisiche dei file di un volume vengono “sistemate per essere più efficienti”. I file e i metadati vengono riorganizzati per migliorare i tempi di accesso ai dati e ridurre il tempo necessario alla testina del disco rigido a muoversi in lettura.
Col passare del tempo, a mano a mano che il volume si riempie e i file vengono modificati e risalvati, i file possono “frammentarsi”: porzioni differenti di uno stesso file vengono archiviate in luoghi diversi del volume. Il procedimento di raccolta dei vari frammenti dei file e della loro “ricongiunzione” è noto come ottimizzazione. Tuttavia, se durante l’ottimizzazione avviene qualche imprevisto, come l’interruzione di corrente, i file potrebbero danneggiarsi e dover essere ricuperati da una copia di backup.
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Prodotti interessati: Mac OS X 10.0, Mac OS X 10.1, Mac OS X 10.2, Mac OS X 10.3, Mac OS X 10.4, Mac OS X 10.5
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È necessario ottimizzare?
Se utilizzate Mac OS X è molto probabile che non sarà affatto necessario ottimizzare. Ecco le ragioni:
- La capacità dei dischi rigidi è ormai molto maggiore rispetto ad alcuni anni fa. Con una maggior quantità di spazio libero su disco, il file system non ha bisogno di riempire ogni angolo e pertugio disponibili. Il formato Mac OS Esteso (HFS+) evita il più possibile il riutilizzo dello spazio su disco lasciato dai file cancellati, questo per evitare di riempire troppo presto aree di spazio disco recentemente liberate.
- Mac OS X 10.2 e le versioni successive comprendono l’allocazione ritardata per i volumi in formato Mac OS Esteso. Questo permette di combinare una serie di piccole allocazioni in un’unica grande allocazione in un’area del disco.
- La frammentazione spesso era provocata dalla continua aggiunta di dati ai file esistenti, specie i file con resource fork. Con dischi rigidi più veloci e cache migliorate, per non parlare del nuovo formato dei file delle applicazioni (pacchetti, non più singoli file), molte applicazioni semplicemente riscrivono il file intero ogni volta. Mac OS X 10.3 Panther può inoltre deframmentare automaticamente questi file che si espandono progressivamente. Tale processo a volte è chiamato “Hot File Adaptive Clustering”.
- Grazie a un caching read-ahead e write-behind energico (lett. “leggi in anticipo, scrivi in background”), una lieve frammentazione dei file ha un impatto minore sulle prestazioni percepite del sistema.
Per queste ragioni, la deframmentazione non serve praticamente a nulla.
Nota: i sistemi Mac OS X utilizzano centinaia di migliaia di piccoli file, molti dei quali vengono toccati raramente. Ottimizzarli può essere una procedura laboriosa e con vantaggi pratici risibili. Esiste inoltre la possibilità che uno dei file collocato dal sistema in una “corsia preferenziale” per essere letto velocemente durante l’avvio del Mac, venga spostato durante la deframmentazione. Il che ridurrebbe le prestazioni.
Se si ritiene necessario deframmentare
Prima si provi a riavviare. È semplice e potrebbe essere d’aiuto.
Se i dischi sono quasi pieni, e si modificano o si creano spesso file di grandi dimensioni (facendo editing video, ma si veda il Suggerimento più oltre se si utilizza iMovie e Mac OS X 10.3), esiste la possibilità che i dischi siano frammentati. In questo caso, la deframmentazione potrebbe servire. Per deframmentare, esistono alcune utility di terze parti.
Un’altra opzione è di fare il backup dei file più importanti, cancellare il disco rigido e reinstallare Mac OS X e i file del backup.
Suggerimento: Se si utilizza iMovie e Mac OS X 10.3 Panther, e FileVault è attivato, possono sussistere dei problemi prestazionali se il progetto si trova nella cartella Inizio criptata (Scrivania compresa). Vedere iMovie: Using FileVault Can Affect Performance.




