Autoritratto con mele

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Come va il tre punto zero

con 7 commenti

Dopo la parentesi MacBook Pro (che mi è parsa davvero una parentesi, visto che vado a restituirlo oggi, sperando di non dover aspettare settimane prima che arrivi il modello in sostituzione), volevo condividere qualche osservazione sulla mia esperienza d’uso di iPhone con il più recente OS 3.0, che ho installato immediatamente appena uscì lo scorso 17 giugno.

Da quando è uscito iPhone OS 3.0, in rete ho letto degli effetti collaterali più vari: chi ha notato una connessione 3G più ballerina, chi ha riportato una percepibile perdita di segnale, chi ha riportato problemi con Wi-Fi e Bluetooth, chi ha notato un maggior consumo di batteria, e via dicendo.

Per quanto mi riguarda, l’esperienza in generale è stata soddisfacente. Il software 3.0 non mi sembra meno stabile del 2.2.1, e non ho notato particolari perdite di segnale o difficoltà di collegamento a reti wireless. Nessun problema neanche con il Bluetooth — ho potuto attivare il tethering al primo colpo e la connessione si è dimostrata affidabile.

Gli unici due nei che meritano menzione, nel mio caso, sono i seguenti:

1. L’interfaccia ha perso in fluidità. Sotto questo punto di vista, il software 3.0 spesso mi dà la stessa impressione di quando si installa un gioco particolarmente esigente dal punto di vista grafico su un Mac un po’ datato. L’interfaccia a volte procede a scatti, tagliando le transizioni, e in generale dando un’impressione ‘inceppata’, per così dire. Lo noto con frequenza uscendo da applicazioni aperte, di tanto in tanto anche passando da una schermata di applicazioni all’altra, occasionalmente persino in MobileSafari navigando il Web: durante lo scorrimento dei contenuti, iPhone sembra fermarsi a pensare un momento, per poi sbloccarsi. Questo dello scorrimento capita a volte anche con gli elenchi dei messaggi in MobileMail e con la lista dei contatti; va detto che non è un fenomeno frequentissimo, però è ugualmente fastidioso. iPhone mi ha abituato bene e da subito con la sua notevole fluidità di interfaccia a tutti i livelli, per cui questi piccoli inceppamenti vengono percepiti all’istante.

2. Il backup e la sincronizzazione con iTunes sono più lunghi. Questo mi dà abbastanza sui nervi. Con il software 2.2.1 l’intero processo era percettibilmente più veloce, e la parte più laboriosa era la sincronizzazione delle applicazioni, specie nel caso dell’installazione su iPhone di applicazioni comprate su iTunes o viceversa di copia in iTunes di applicazioni comprate nell’App Store dall’iPhone. Adesso tipicamente la sincronizzazione parte bene, il backup inizia con un buon ritmo, ma spesso sembra piantarsi a metà per poi riprendere piano piano. Non so se dipenda dalla frequenza con cui effettuo le sincronizzazioni Mac-iPhone (le mie abitudini non sono cambiate, e in media collego iPhone a iTunes sul Mac a giorni alterni), se dipenda dalla quantità di dati immagazzinati su iPhone (che sono sempre gli stessi, applicazione più applicazione meno; ho sempre all’incirca 4,5 GB liberi su 14,6 GB totali), se dipenda (come forse è più probabile) da qualcosa di diverso in iPhone OS 3.0. Da notare che non ho abilitato la funzione di criptatura del backup. Quella delle note sì, ma il processo di sincronizzazione delle note è veloce. Insomma, se prima una sincronizzazione — backup, sincronizzazione di calendari, segnalibri, account email, applicazioni, podcast e foto — durava alla peggio cinque minuti, adesso cinque minuti è diventato il minimo.

Per il resto, nulla da eccepire. Il nuovo software 3.0 è indiscutibilmente un passo avanti e suppongo sia solo questione di qualche rifinitura. Le due nuove funzionalità che mi trovo a utilizzare più di frequente sono in primis Spotlight, che trovo utilissimo per lanciare applicazioni senza dover far passare le varie schermate a mano, così come è molto efficace quando ho voglia di ascoltare un certo brano: inizio a digitare il titolo, un tocco e zac! parte la riproduzione. L’altra grande comodità è il copia e incolla, specie quando mi capita di notare qualcosa di interessante su un sito e voglio copiarmelo in Note per uso futuro, o pubblicarlo direttamente sul blog o sul supplemento Effemeride.

Due migliorie sottili ma per me importanti sono anzitutto il fatto che ora gli URL vengono riconosciuti se scritti o incollati nelle Note. Così è possibile fare tap in Note, e Safari si apre automaticamente caricando il sito che ci siamo appuntati. L’altra miglioria è il lieve redesign della tastiera virtuale. Nell’orientamento verticale, i tasti sono leggermente più stretti e lo spazio fra di essi è stato quindi impercettibilmente aumentato. Questo, almeno nel mio caso, garantisce una maggior precisione nella scrittura, e ho notato un minor numero di errori di battitura, specie quando, per esempio, sto scrivendo uno SMS o un messaggio email mentre cammino.

Voi come vi trovate?

Written by Riccardo Mori

4 Luglio 2009 alle 1:51 pm

Pubblicato in Si parla di..., iPhone

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Tethering con iPhone OS 3.0

con 14 commenti

Chiamarlo tutorial mi pare esagerato, ma riporto i passaggi da me effettuati per utilizzare iPhone come modem (il tethering, appunto) attraverso la connessione Bluetooth, che magari possono essere d’aiuto a chi non è riuscito nell’intento o è confuso sul procedimento. Si accettano suggerimenti e correzioni nel caso abbia scritto qualcosa di sbagliato, superfluo, eccetera.

1. Abbinare iPhone e Mac

iPhone, come ogni dispositivo Bluetooth, deve essere abbinato al Mac se si vuole che i due interagiscano in qualche modo. La procedura di abbinamento (pairing) non è diversa da quando si abbinano altri dispositivi. Acceso Bluetooth su entrambi, e impostati entrambi i dispositivi in modo che siano visibili, su Mac si usa Impostazione assistita Bluetooth e si seguono i passaggi. A un certo punto il programma creerà un codice numerico da inserire su iPhone (che, accortosi di quanto sta accadendo, proporrà il tastierino numerico per immettere tale codice).

2. Attivare il Tethering su iPhone

Facile: si va in Impostazioni > Generali > Rete > Tethering Internet e si sposta l’interruttore su Acceso (“1″ o “ON” se si usa l’inglese come lingua principale).

foto.jpg foto 2.jpg

Bluetooth si attiva in Impostazioni – Generali – Bluetooth. Se iPhone e il Mac sono stati correttamente abbinati, sotto Dispositivi dovrebbe apparire il nome del Mac (‘Richard XII’ è il nome del mio PowerBook G4). Su Effemeride ho pubblicato un’immagine di iPhone con Tethering attivo.

3. Collegare il Mac a iPhone

Durante il processo di abbinamento dovrebbe essersi creata una nuova porta di rete sul Mac, chiamata PAN Bluetooth (PAN sta per Personal Area Network). Per collegarsi a iPhone si deve selezionare questa porta di rete. Se l’icona Bluetooth è stata aggiunta alla barra dei menu, si fa clic sull’icona, e nel menu che compare dovrebbe essere presente il nome assegnato al proprio iPhone (‘RixPhone’ nel mio caso). Selezionando il nome del proprio iPhone, dovrebbe apparire un sottomenu con un’unica voce: Collegati al network. Selezionandola e aspettando alcuni istanti, il Mac dovrebbe collegarsi a iPhone e su iPhone dovrebbe apparire che il Tethering Internet è attivo (lo stato è distinguibile dal fatto che la barra di stato in alto si colora di blu e appare la scritta Tethering Internet. Tutta la zona blu è pulsante, a indicare il collegamento.

Il menu Bluetooth. 'Collegati al network' è il sottomenu che appare accanto al nome di iPhone

Il menu Bluetooth. 'Collegati al network' è il sottomenu che appare accanto al nome di iPhone.

Se non si ha l’icona Bluetooth nella barra dei menu del Mac, si va in Preferenze di Sistema > Bluetooth, si seleziona l’iPhone dall’elenco dei dispositivi, si fa clic sull’icona con l’ingranaggio e dal menu che appare, scegliere Collegati al network:

Bluetooth connessione alternativaUna volta effettuato il collegamento, in Preferenze di Sistema – Network – PAN Bluetooth si potrà notare che i parametri di connessione, DNS compresi, vengono compilati automaticamente:

Una volta effettuato il collegamento, in Preferenze di Sistema - Network - PAN Bluetooth si potrà notare che i parametri di connessione, DNS compresi, vengono compilati automaticamente.

In Preferenze di Sistema – Bluetooth si può verificare come iPhone sia correttamente abbinato e collegato:

Preferenze Bluetooth

Se non compare affatto il nome del proprio iPhone fra l’elenco dei dispositivi (né nel menu Bluetooth, né nell’elenco in Preferenze di Sistema > Bluetooth), immagino che sia andato storto qualcosa nella fase iniziale di abbinamento.

Così facendo ho potuto collegarmi a Internet al primo colpo attraverso iPhone. Se manca qualche passaggio o non sono stato molto chiaro, fatemelo presente e vedrò di chiarire ulteriormente, magari aggiornando e rifinendo questo stesso post.


Written by Riccardo Mori

20 Giugno 2009 alle 4:57 pm

Pubblicato in Tips & Tricks, iPhone

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iPhone OS 3.0: qualche appunto a margine

con 6 commenti

Farei volentieri un’approfondita disamina dei cambiamenti e novità che la nuova versione 3.0 del software per iPhone e iPod touch porta con sé, ma il tempo è relativamente scarso, e la rete pullula di informazioni (per chi è a proprio agio con l’inglese segnalo la panoramica di Rene Ritchie, quella di iSmashPhone, la recensione di Dan Moren su Macworld.com e la guida di Jesse David Hollington su iLounge; poi c’è sempre il mio articolo L’anteprima di iPhone OS 3.0: impressioni che scrissi a marzo, quando iPhone 3.0 fu annunciato la prima volta e furono trattate in anteprima le novità più importanti).

Mi limiterò pertanto a qualche osservazione disordinata che annoto mentre esploro le novità di iPhone OS 3.0.

1. Partendo dal processo di installazione, tutto è filato via liscio. Ieri aspettavo — iTunes aperto e iPhone collegato — che Apple mettesse online l’aggiornamento per scaricarlo quanto prima, e malgrado alcune raccomandazioni che avevo letto in giro, cioè aspettare un po’ per evitare un download lento dovuto a sovraccarico dei server Apple, devo dire di non aver notato un particolare sovraccarico e ho potuto scaricare i 230,1 MB dell’aggiornamento in 15 minuti scarsi. Altri 15 minuti e l’iPhone si riavviava, aggiornato (e piuttosto accaldato). Solo una finestra di dialogo mi ha allarmato per qualche secondo:

Immagine 8.png

Ma nulla di grave — il mio iPhone infatti ha attivato un codice PIN per bloccare la scheda SIM. Inserito il PIN e ricollegato iPhone, tutto è andato per il meglio.

2. Una delle funzioni che ero più curioso di provare da quando venne annunciata lunedì l’altro al keynote era Find My iPhone, un servizio dedicato a chi ha sottoscritto un account MobileMe che permette, in caso di smarrimento di iPhone, di entrare nell’account MobileMe via Web e vedere dove si trova ed eventualmente (a) inviare un messaggio e/o avviso sonoro, che viene riprodotto anche se il dispositivo è in stop o è in modalità silenziosa, ed è utile quando ci si rende conto di avere lasciato iPhone in casa ma non si riesce a trovarlo; (b) inviare un ordine di cancellazione totale (remote wipe) dei dati contenuti in iPhone quando ci si rende conto, purtroppo, di aver perduto irreparabilmente iPhone. (Nell’eventualità che le cose finiscano bene — iPhone ritrovato o restituito — basta collegarlo al Mac e sincronizzarlo con iTunes e tutto torna come prima).

Find My iPhone si abilita prima sull’iPhone, entrando nelle impostazioni dell’account email @mac.com o @me.com e portando su ON l’interruttore a fianco della voce Find My iPhone. Così facendo appare un menu in cui viene richiesta conferma del permesso di attivare la funzione. Una volta attivato, quando si effettua il Login in MobileMe dal Web, è possibile entrare nella sezione Find My iPhone e localizzare iPhone su una mappa di Google Maps. Ebbene, seguivo la procedura, ma dopo la conferma dell’attivazione della funzione, l’interruttore ritornava su OFF. Era come se ignorasse i miei comandi e non riuscivo ad attivare nulla. Dopo tutte le verifiche del caso, ho semplicemente eliminato l’account .Mac dall’iPhone, per poi riattivarlo (basta togliere il segno di spunta negli account da sincronizzare nel pannello Info in iTunes, fare una sincronizzazione, rimettere il segno di spunta, ri-sincronizzare). Dopo questa procedura, Find My iPhone ha funzionato a meraviglia. Ho provato a mandare un messaggio di prova e confermo l’instantaneità del tutto (non ho provato il remote wipe ma, ehm, mi fido). Una volta inviato un messaggio di emergenza all’iPhone, MobileMe ne tiene traccia nel pannello Find My iPhone e invia automaticamente un’email di notifica al proprio account di posta.

Ho riportato il mio inghippo con Find My iPhone nel caso qualcuno si trovi nella stessa situazione e pensa che qualcosa non vada con il proprio iPhone.

3. Di tutte le novità che aggiunge iPhone OS 3.0, ve ne sono un paio che quasi mi piacciono più del copia-incolla. Una è Spotlight: ben implementata graficamente e da un punto di vista ‘gestuale’ (basta premere una volta il pulsante Home quando ci si trova nella prima schermata, oppure scorrere col dito nella direzione opposta rispetto alle altre schermate delle applicazioni, ed eccoci in Spotlight). Nelle mie prove si è rivelato il sistema migliore per raggiungere velocemente quel tal brano che volevo ascoltare (ho iniziato a immettere Reso... nel campo di ricerca e Resolution di John Coltrane era il primo risultato; un tap e partiva la riproduzione). Inoltre ho notato che trova risultati in messaggi email presenti ma non ancora scaricati dal server.

Altra miglioria per me benvenuta è la possibilità di eliminare o inoltrare singoli messaggi (di testo o, adesso, anche multimediali) all’interno di una ‘conversazione’ nell’applicazione Messaggi. Finalmente ho potuto eliminare messaggi doppi e tutti quei messaggi inviati automaticamente dal servizio di segreteria telefonica del mio provider di telefonia.

4. Per quanto riguarda il copia-incolla, un premio ad Apple per l’implementazione, che si è fatta attendere a lungo ma, una volta arrivata, non delude. Si parlava a lungo di come potesse essere implementato il copia-incolla, ed era mia opinione che la difficoltà maggiore era data dai gesti e da una possibile complicazione dell’interfaccia utente. Le modalità di copia/taglia/incolla devono tener presente i contesti più vari (testo più o meno formattato, immagini, ecc.) e il rischio era quello di stabilire un’interfaccia farraginosa e complessa. Quando vidi come funzionava nella demo che presentarono a marzo, fui sorpreso ma non convinto al 100%, ma adesso, con il dispositivo in mano, posso dire che fare un copia-incolla è molto più intuitivo di quanto sembri quando è un’altra persona a insegnarvelo. Il dettaglio che mi ha davvero colpito è la precisione e la raffinatezza con cui si può selezionare il testo, impressionante se si considera che l’interfaccia è progettata per le dita e non per una penna o stilo.

5. Leggendo la panoramica di Rene Ritchie mi sono imbattuto in un passaggio che mi sembra doveroso riportare, in quanto tratta del nuovo metodo per effettuare un’uscita forzata da un’applicazione bizzosa:

Con iPhone OS 1.x e 2.x, mantenendo premuto il pulsante Home era possibile effettuare un’uscita forzata da un’applicazione, liberare la RAM da essa occupata, e tornare alla prima schermata. Però, come si è detto prima, ora tenendo premuto il pulsante Home viene attivato il Controllo Vocale su iPhone 3G[s], e sull’iPhone 2G e 3G non dà più alcun effetto. Il comando di uscita forzata infatti è stato riconfigurato.

Adesso per effettuare un’uscita forzata da un’applicazione si deve tenere premuto il tasto stop/risveglio finché non appare il cursore rosso Spegni. A questo punto, tenere premuto il pulsante Home (può volerci un po’ di tempo, per cui continuate a premere) e dopo poco il processo sarà terminato, la memoria ripulita, e si verrà riportati alla schermata principale.

6. Con iPhone OS 3.0 speravo venisse sistemata quella che per me è una mancanza grave nell’applicazione Mail: l’incapacità di selezionare una serie di messaggi e contrassegnarli come già letti. Le uniche opzioni continuano a essere Cancellare e Spostare, e mi sembrano un po’ limitate. A volte mi capita di scaricare decine di messaggi dai 3 account configurati sul mio iPhone, e non sono tutte cose importantissime; magari me li voglio leggere con calma a casa quando sono davanti al Mac, e non voglio che accanto all’icona in MobileMail appaia un bollino con decine di messaggi nuovi. Se sto aspettando qualche messaggio urgente potrei non rendermi conto del suo arrivo. Dover far passare i messaggi uno per uno per marcarli come letti è semplicemente estenuante.

7. Qua e là ci sono ancora delle imperfezioni, e da quel che ho visto, più estetiche che altro. Ecco per esempio un avviso che mi è comparso aprendo Skype per la prima volta dopo l’aggiornamento:

iPhone e skype.jpg

L’avviso, poco rifinito e che sembra ancora allo stato di sviluppo ‘grezzo’, dovrebbe informare che c’è una qualche incompatibilità fra il nuovo OS e l’applicazione.

Per adesso è tutto, ma continuerò nei prossimi giorni a riportare in questa sede note e osservazioni che reputo valga la pena condividere.

Written by Riccardo Mori

18 Giugno 2009 alle 4:53 pm

Pubblicato in Si parla di..., iPhone

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WWDC 2009: il nuovo iPhone 3Gs

con 4 commenti

Altra novità presentata al keynote della WWDC 2009, e certamente più prevedibile della sorpresa dei portatili, è stato il nuovo iPhone 3Gs. Per chi in questi tre giorni ha vissuto sotto una roccia in una zona dimenticata da Dio e dagli uomini, ne riassumo in estrema sintesi le novità:

  • È più veloce di iPhone 3G (‘s‘ sta per speed, velocità): Apple non ha pubblicato le specifiche, ma mi sembra ovvio che integri un processore più veloce e più memoria RAM del predecessore (la penso come Gruber, che ritiene la RAM sia passata da 128 a 256 MB). È anche possibile che sia stata ottimizzata la circuiteria del display, il tutto per offrire un’esperienza d’uso ancora più fluida e una maggiore efficienza generale. Con più RAM, si sa, le applicazioni diventano più reattive e potrebbero impiegare meno tempo nel caricarsi. Sempre che non siano scritte con i piedi.
  • iPhone 3Gs supporta la connettività cellulare HSDPA a 7,2 Mbps, un protocollo di rete emergente decisamente veloce.
  • Da un punto di vista fisico, il nuovo iPhone 3Gs è quasi indistinguibile da iPhone 3G: le scritte sul retro ora sono in argento come il logo Apple, e lo schermo presenta un rivestimento resistente agli oli della pelle, quindi meno suscettibile a ditate e ai segni lasciati dalla pelle quando si avvicina iPhone all’orecchio durante una telefonata.
  • iPhone 3Gs ha inoltre una nuova fotocamera da 3 megapixel (contro i 2 megapixel di quella di iPhone 3G), con funzioni di auto-esposizione e la possibilità di regolare il fuoco con autofocus e tap-to-focus. Quest’ultima permette di mettere a fuoco una certa zona dell’inquadratura semplicemente toccandola con il dito. La fotocamera è poi in grado di registrare video a risoluzione normale.
  • iPhone 3Gs è accompagnato dalla versione più recente degli auricolari Apple, già visti in abbinamento agli iPod touch di seconda generazione, agli iPod nano di quarta generazione e negli ultimissimi iPod shuffle. Questi auricolari sono dotati di microfono, di un pulsante di azione, e di controlli per il volume. (Speriamo sia possibile utilizzarli anche con i ‘vecchi’ iPhone 3G, mi farebbe comodo avere i controlli del volume direttamente sul cavetto).
  • Una batteria più efficiente e dalle migliori prestazioni rispetto a quella di iPhone 3G.

Dato che è stato (ri)presentato in maggior dettaglio anche iPhone OS 3.0, vi sono delle funzionalità del nuovo firmware di iPhone che sono esclusive di iPhone 3Gs:

  • Le funzioni di video editing, visto che apparentemente solo la fotocamera di iPhone 3Gs supporta il video.
  • Voice Control, una funzione di riconoscimento vocale che permette di impartire ordini a iPhone per chiamare i contatti e riprodurre la musica: si tiene premuto il pulsante Home per richiamare l’interfaccia di controllo vocale, poi si può dire a iPhone di chiamare un amico dicendo il nome della persona o il suo numero; oppure di riprodurre musica identificando il brano, l’artista o la playlist (si può persino dire a iPhone di creare e riprodurre una playlist Genius).
  • Le funzioni di accessibilità — Voice Over, lo zoom sul testo, la visualizzazione contrastata dello schermo (bianco su sfondo nero), più una serie di gestualità per venire in aiuto a chi è disabile.
  • La bussola digitale. Con essa è possibile orientarsi (appare una bussola a tutto schermo, più le informazioni di latitudine e longitudine) e utilizzarla in congiunzione con l’applicazione Mappe, così da sapere in che direzione stiamo andando. La mappa può ruotare di conseguenza per facilitare l’orientamento.
  • Supporto per la funzione Nike+iPod. Una nuova applicazione, congiuntamente al sensore Nike+iPod, terrà traccia dei nostri progressi sportivi comunicando i dati a iTunes.

La questione del prezzo è come sempre complicata dalle varie politiche dei singoli provider di telefonia mobile dei vari paesi. Diciamo che Apple ha mantenuto i valori nominali di prima, 199 e 299 dollari, solo che ora è il modello da 16 GB a essere il fratello minore, in quanto iPhone 3Gs inaugura un nuovo taglio da 32 GB. iPhone 3G rimane in catalogo al prezzo di 99 dollari nella sola variante nera e nel solo taglio da 8 GB. Il rumour secondo cui Apple avrebbe introdotto un iPhone più economico era vero, dunque, anche se in senso lato, in quanto il ‘nuovo’ modello di iPhone economico è in realtà il ‘vecchio’ iPhone.

Qualche breve considerazione

Come dicevo nel post di ieri, voglio cercare di mantenere in compartimenti stagni le novità hardware e software presentate alla WWDC per evitare post eccessivamente lunghi e difficili da seguire. Oggi quindi mi limiterò al lato hardware di iPhone e riservo a un altro articolo i commenti al nuovo firmware 3.0.

La mia reazione di fronte a questo nuovo iPhone è senz’altro positiva. Quel che mi fa più piacere è il fatto che le innovazioni del nuovo modello non sono così marcate da rendere già obsoleto iPhone 3G. Di più, le funzionalità aggiunte a iPhone 3Gs hanno per me — per come uso iPhone — scarso interesse. Certo, fa comodo una fotocamera migliore e con l’autofocus, ma non è certo con la fotocamera di iPhone che faccio fotografia. Per quello ho una ventina di macchine fotografiche a pellicola e un paio di fotocamere digitali, la più scarsa delle quali ha un sensore da 7,1 megapixel. E per l’occasionale istantanea con iPhone mi va benissimo quel che offre la fotocamera di iPhone 3G, magari con l’aiuto di qualche software per abbellire un po’ la foto particolarmente riuscita. Il video mi interessa ancor meno.

Certo, avere un iPhone più veloce e con più memoria non guasta, ma non è che l’attuale iPhone 3G sia proprio una lumaca, almeno nella mia esperienza. Quel che spero non accada troppo presto è che gli sviluppatori ottimizzino le loro applicazioni favorendo le migliori prestazioni di iPhone 3Gs e quelle stesse applicazioni funzionino in maniera più rallentata su iPhone 3G.

La bussola digitale — beh, non è che ne sentissi la mancanza, e per orientarmi dove vivo e dove mi muovo l’applicazione Mappe basta e avanza. (Uso con soddisfazione anche GPS Lite di MotionX).

È spiacevole, tuttavia, che le funzioni di controllo vocale e di accessibilità siano supportate dal solo iPhone 3Gs. Non che mi servano particolarmente (non faccio un uso intensivo del telefono, e francamente mi sentirei un po’ fesso a parlare a voce alta all’iPhone dicendogli di chiamare Tizio o Caio, o di suonare il tal brano), però almeno un sottoinsieme di opzioni di accessibilità potevano abilitarlo anche sull’iPhone 3G.

Ritengo che Apple si stia muovendo molto bene e molto saggiamente nel percorso di aggiornamento dell’hardware di iPhone sin da quando il dispositivo ha debuttato due anni or sono (santo cielo, sono già passati due anni), e dato che il nuovo firmware 3.0 porta benefici anche alla prima serie di iPhone, chi non ha particolari esigenze può tranquillamente continuare con il primo modello in alluminio. Nel mercato della telefonia cellulare non è un aspetto tanto comune, visto che il ciclo di vita medio di un qualsiasi altro cellulare o smartphone è decisamente più breve.

Concludo provvisoriamente con una osservazione di Christopher Breen (Macworld USA), che sottolinea un elemento importante: l’impatto delle nuove funzioni di iPhone 3Gs sul mercato dei dispositivi di navigazione e delle videocamere tascabili ed economiche:

[...] Sto pensando a chi lavora alle divisioni hardware di Garmin e TomTom, nonché a quelli di Pure Digital, creatori delle videocamere tascabili Flip. Se noi utenti di iPhone abbiamo felicemente accolto le nuove funzioni di navigazione punto per punto (con feedback vocale) e una videocamera integrata con funzioni di editing e distribuzione video, possiamo immaginare come i responsabili di tali funzioni su dispositivi separati e dedicati non abbiano di certo fatto i salti di gioia quando si sono resi conto dei piani di Apple in tal senso.

Chiaro, TomTom ha iniziato a supportare iPhone con un’applicazione di navigazione e un dispositivo hardware dedicato per utilizzare iPhone in auto. Sicuramente anche Garmin si muoverà in questa direzione. E iPhone 3Gs registra video solo con risoluzione VGA, mentre sia la videocamera Flip MinoHD sia la UltraHD offrono il vantaggio della risoluzione a 720p ad alta definizione. E naturalmente il costo totale di proprietà di iPhone 3G darà un margine di vantaggio a questi dispositivi per un po’ di tempo ancora.

Ma solo per un po’. Quando gli iPhone saranno onnipresenti come gli iPod, occhio. Se ogni costruttore di gadget elettronici nel paese non ha ancora iniziato a riconsiderare il proprio business plan tenendo in conto il fattore iPhone, specialmente alla luce di quanto annunciato al keynote, è ora che lo faccia.

Perché in tutta la discussione su altri telefoni cellulari e sistemi operativi mobili si tende a dimenticare che iPhone è essenzialmente un computer portatile che, fra le tante altre cose, è anche capace di telefonare. Sotto questo aspetto, l’acceso dibattito sul confronto fra l’”iPhone killer” di turno e il prodotto originale è sicuramente fonte di intrattenimento e diversione, ma è altrettanto interessante notare come iPhone ha e continuerà ad avere un impatto profondo sulla nostra vita digitale quotidiana e i relativi gadget. Quanti utenti iPhone oggi comprerebbero una calcolatrice tascabile, un lettore CD portatile, un organizer/data bank, un registratore portatile, un apparecchio per fare telefonate VoIP, una console per videogiochi tascabile e, in un prossimo futuro, un telecomando universale, un GPS portatile o una videocamera tascabile?

Tutta questa roba verrà progressivamente lasciata da parte perché abbiamo, avremo, un camaleonte nelle nostre tasche — iPhone. Si è detto per anni che il cellulare sarebbe stato il dispositivo non plus ultra della convergenza. Con la grande versatilità dei nuovi iPhone 3Gs ci stiamo ormai arrivando, ed è assolutamente elettrizzante. [...]

Written by Riccardo Mori

10 Giugno 2009 alle 1:28 pm

Pubblicato in Si parla di..., iPhone

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L’anteprima di iPhone OS 3.0: impressioni

con 7 commenti

Ieri ho seguito gli aggiornamenti in tempo reale di Macworld.com durante l’evento Apple per la presentazione di un’anteprima della nuova versione 3.0 del sistema operativo di iPhone, che sarà disponibile in estate. Ma ho voluto aspettare e guardarmi l’evento in streaming differito con QuickTime, soprattutto per vedere le demo di certe nuove funzioni. Come sempre dopo appuntamenti di questo genere, eccomi con qualche impressione e riflessione sparsa.

Molta carne al fuoco

L’evento è durato poco meno di un’ora e mezza (escludendo la breve sessione di domande e risposte, che come sempre non viene aggiunta al filmato QuickTime), ma mi è sembrato particolarmente denso. Come immaginavo, la versione 3.0 sarà un major upgrade e a ragione — le novità, i cambiamenti, i miglioramenti sono tanti e a vari livelli. La maggior parte dell’evento è stata dedicata a quel che cambierà per gli sviluppatori (e, di rimbalzo, anche per il pubblico), e solo nell’ultima mezz’ora circa sono state introdotte alcune — presumo le più importanti — nuove funzionalità per tutti noi utenti di iPhone e iPod touch.

Mille nuove API per gli sviluppatori, e cento nuove funzioni per gli utenti sono bei numeri, e se quel che ho visto è solo la punta dell’iceberg, direi che sono tempi interessanti per chi possiede un iPhone. Non mi ha entusiasmato l’introduzione di In-App Purchase, un nuovo modello commerciale per le applicazioni a pagamento sull’App Store grazie al quale in futuro gli autori di tali applicazioni potranno offrire nuove funzioni (o nuovi livelli se si tratta di un gioco, o sottoscrizioni periodiche se si tratta di una e-pubblicazione) a fronte di un ulteriore pagamento dall’interno dell’applicazione stessa. È indubbiamente un servizio vantaggioso per gli sviluppatori e per i creatori delle applicazioni, e offre una flessibilità e versatilità maggiori nella presentazione di un’offerta, ma non vorrei che fosse un incentivo ad abbandonare il modello attuale, per cui si paga un una tantum per l’acquisto di un’applicazione, e si ricevono gli aggiornamenti gratuitamente. Non è un discorso di taccagneria, beninteso: sono felicissimo di pagare 20 o 30 Euro per un buon dizionario inglese per iPhone; sono meno felice se Collins o Merriam Webster si inventano un sistema in modo che i 20 Euro che pago all’inizio sono per un anno di sottoscrizione, e che se voglio usare il dizionario un altro anno devo pagare altri 15 Euro. Va beh, è un esempiaccio. Per stare nell’ambito dei giochi, sarebbe spiacevole che tutti si mettessero a vendere versioni ‘monche’ e a far pagare livelli, aggiunte, aggiornamenti.

E poi sono curioso di vedere che cosa succederà ai giochi e alle applicazioni esistenti sull’App Store e a quelle che abbiamo già acquistato. Se ho comprato il gioco del Tangram (Tangram Puzzle Pro) due mesi fa, dovrei aver diritto ai livelli aggiuntivi e agli aggiornamenti gratis, oppure dalla prossima estate li metteranno a pagamento? Oppure uscirà una nuova versione del gioco che bisognerà ricomprare perché incompatibile con versioni dell’iPhone OS precedenti alla 3.0? Sono dettagli delicati, che immagino ogni autore di software per iPhone pondererà, dato che il rischio che la gente smetta di acquistare un’applicazione è forte. Basta vedere certe recensioni a programmi che costano 0,79 Euro — credo che la frase più utilizzata sia Non è male, ma per quel che fa è troppo caro. Sono curioso di vedere come cambierà l’App Store.

Le novità

Devo dire di essere piuttosto soddisfatto per quanto riguarda le funzionalità che verranno introdotte nell’iPhone OS 3.0. Sono stati toccati molti punti della mia lista dei desideri e in un certo senso mi ha fatto piacere ‘indovinare’ qualcosa. Il copia/incolla era prevedibile; sul potenziamento del Bluetooth non avevo grandi speranze, ma le novità ci sono e interessanti; evviva l’orientamento orizzontale e il potenziamento dell’applicazione SMS; e la ricerca potenziata e in stile Spotlight è una cosa a cui non avevo pensato ma sono felicissimo per la sua introduzione e per come è stata congegnata.

Il copia/taglia/incolla si è fatto attendere, ma si è presentato in una maniera tale che mi sento di perdonarlo per il ritardo. L’implementazione è intelligente e non sembra affatto una funzionalità spinta a tutti i costi dentro un’interfaccia omogenea. È bello poter selezionare con precisione un blocco di testo, così come interi paragrafi, siano di un’email o di un sito Web — pochi tocchi e con una serie di operazioni intuitiva e facilmente memorizzabile. A riguardo ho solo una piccola perplessità. Se per selezionare una parola devo fare doppio tap su di essa e sto leggendo, che so, la prima pagina del Times, come fa iPhone a capire che voglio selezionare del testo e non che voglio ingrandire/rimpicciolire un certo settore della pagina Web? Perché la gestualità appare identica. Ma sono certo che prima di giugno, se questo è davvero un problema, troveranno il modo di disambiguare. L’idea di scuotere iPhone per annullare l’operazione o per ripeterla è una piccola genialata, la classica finezza Apple.

Alleluia anche per la vista orizzontale estesa anche ad altre applicazioni oltre a MobileSafari (Scott Forstall ha menzionato esplicitamente Mail, Note e SMS). Con Mail e le Note continua a venirmi spontaneo il mettere iPhone in orizzontale per scrivere, e ovviamente non succede nulla. Finalmente ci hanno pensato, e onestamente non mi sembra una funzione così complicata da implementare per averci fatto attendere la versione 3.0 del software di sistema.

L’applicazione SMS, che cambierà il nome in Messages, diventerà esattamente come la volevo: più gestibile e meno rigida; con la possibilità di inoltrare messaggi e di cancellarli in maniera selettiva senza dover per forza eliminare intere ‘conversazioni’. E poi arriverà il tanto agognato (non dal sottoscritto, sia chiaro) supporto per gli MMS. Li sento già i commenti: “Adesso finalmente iPhone è un telefono serio”. Ma vaff. Comunque si potranno inviare via MMS non solo foto, ma anche file audio, informazioni di contatto (vCard) e porzioni di mappe, e questo può avere la sua utilità, senza dubbio.

Forstall ha presentato anche una nuova applicazione, Voice Memos, per registrare appunti vocali, che possono poi essere inviati per email o MMS, o archiviati per usi futuri. Da quel poco che si è visto, Voice Memos sembra un’applicazione curata, dall’aspetto gradevole e molto immediata da utilizzare. Non sono avvezzo agli appunti vocali, ma è certamente utile avere ‘di serie’ un programmino del genere.

Nuove funzionalità anche per il Calendario: supporto di calendari CalDAV (il formato di Yahoo, Google, Oracle, e altri), e il supporto per le sottoscrizioni a calendari.

Potenziata l’applicazione Borsa, con vista orizzontale e supporto aggiunto per le news finanziarie. A me non interessa, ma ben venga.

Decisamente potenziata la funzione di ricerca, ora estesa anche ad altri programmi (e in Mail se ne sentiva la mancanza), ma soprattutto centralizzata grazie a Spotlight, che permette di cercare fra le informazioni contenute nel telefono direttamente dalla schermata principale. L’implementazione è brillante: la schermata di ricerca diventa una sorta di ‘pagina zero’ collocata virtualmente a sinistra della schermata principale. Si accede premendo l’icona a forma di piccola lente d’ingrandimento posta a sinistra della riga di puntini che rappresentano le varie pagine o schermate in cui abbiamo installato le applicazioni; oppure, se ho ben capito, semplicemente passando il dito in direzione opposta rispetto al solito, così da passare dalla schermata home alla ‘pagina zero’, invece che alla seconda paginata di applicazioni. Si effettua la ricerca e facendo tap su uno dei risultati si aprirà l’applicazione a cui il risultato appartiene. In caso di un brano musicale, il brano verrà automaticamente riprodotto.

Altre funzionalità anticipate: scuotere iPhone per la riproduzione casuale dei brani (come sui nuovi iPod nano), e la sincronizzazione delle note (che molti aspettavano).

In espansione

Per quanto concerne le novità per gli sviluppatori, da quel che è stato presentato finora mi sembra di capire che il comune denominatore sia l’espansione. È evidente che, a poco a poco, iPhone sta diventando una piattaforma sempre più aperta, almeno per chi ci vuole sviluppare. Ora gli sviluppatori si trovano per le mani una grande quantità di funzioni, prima assenti o a loro precluse, e questo non potrà che dare una nuova spinta alla creazione di applicazioni per iPhone per renderlo un dispositivo sempre più capace e versatile. Forstall e Joswiak lo hanno fatto capire molto chiaramente: questo è solo l’inizio.

La connettività peer-to-peer via Bluetooth è un’altra idea interessante e aperta agli sviluppi più vari, così come il nuovo framework Map Kit che permette di incorporare le mappe del servizio Google Maps in applicazioni di terze parti. Il framework External Accessory servirà a chi sviluppa accessori per iPhone: sarà così possibile creare un’applicazione dedicata per interagire con l’hardware collegato a iPhone.

Probabilmente il servizio di notifica Push avrà lasciato un po’ di amaro in bocca a chi sperava in un via libera per la creazione di applicazioni o processi che possano funzionare in background. Ma Forstall ha ribadito due capisaldi della posizione di Apple, contraria alle applicazioni in background su iPhone: durata della batteria e prestazioni del dispositivo. Applicazioni in background significa compromettere entrambe le cose. Il servizio di notifica Push permette di ricevere ugualmente avvisi in tempo reale, in forma di ‘badge’ (ossia il pallino rosso sull’icona dell’applicazione interessata, indicante il numero di elementi non letti), di avvisi sonori personalizzabili, e di avvisi testuali (finestre di dialogo traslucide che appaiono in sovraimpressione). È un sistema che sulla carta appare efficace ed ‘economico’ per quanto riguarda l’impatto su batteria e prestazioni. Così a prima vista nutro qualche riserva a livello di interfaccia nei casi di molti avvisi contemporanei: che succede quando due o più applicazioni inviano allarmi o aggiornamenti in formato testuale? Le finestre di dialogo si sovrapporranno sullo schermo di iPhone? Si disporranno in modo da essere tutte visibili? Si darà precedenza a una e poi, una volta agito sulla prima, verrà mostrata la seconda? Anche qui, vedremo più avanti.

Risposte oblique che dicono molto

Molto interessanti certe risposte fornite da Forstall, Joswiak e Schiller nella sezione finale dell’evento, non inclusa nello streaming QuickTime. USA Today ha chiesto notizie sull’implementazione di Flash in iPhone. Schiller ha risposto con un Non vi sono annunci a riguardo oggi. Forstall ha detto che se si incorpora il video in HTML 5 con determinate codifiche (come H.264), questo è supportato, così come viene supportato lo streaming HTTP audio e video. Sono tutte ottime soluzioni per il video. ESPN, per esempio, sta utilizzando le nuove API per lo streaming HTTP.

Io leggo tra le righe e mi sembra proprio di leggere: Flash su iPhone? Scordatevelo. Potrei sbagliarmi, ma sul sito di Apple, per esempio, non c’è la minima traccia di Flash. Le animazioni presenti nelle pagine dedicate al nuovo iPod Shuffle sono realizzate sfruttando QuickTime, JavaScript e HTML 5. E, a mio modesto parere, non hanno nulla da invidiare a Flash. Ho l’impressione che Apple stia spingendo in questa direzione, e spero convinca sempre più persone a seguire l’esempio. Non c’è quasi impatto prestazionale sul browser, a differenza di quando ci si trova in un sito con molti contenuti Flash.

E poi, un paio di belle scoperte. La prima è che gli iPod touch di seconda generazione hanno il Bluetooth, che verrà abilitato dal software 3.0. La seconda riguarda il tethering, cioè la possibilità (che la stragrande maggioranza di smartphone offre) di usare iPhone per condividere la connessione Internet con il computer. Apple, contrariamente a quanto sembrava, è assolutamente a favore di questa funzionalità, che verrà supportata lato client (ossia su iPhone), ma occorre anche interpellare le aziende di telefonia mobile di tutti i paesi in cui viene venduto iPhone, e pare che Apple stia lavorando anche su questo fronte.

Non resta che attendere

È questa la parte difficile, dopo tutte le novità annunciate o suggerite. Nel frattempo sono sollevato dal fatto che iPhone OS 3.0 supporterà il copia/incolla e soprattutto gli MMS — degli MMS continuerò a non saper che farmene, ma almeno non sentirò più dire che iPhone non è uno smartphone che si rispetti perché mancano gli MMS. Purtroppo continuerà a esservi una categoria di persone che si rifiuterà di considerare iPhone per la mancanza del supporto Flash. Detto fra noi, che caspita ha Flash di tanto speciale? In ogni caso, se ho ben interpretato la reazione di Forstall di cui sopra, sarà più facile che un cammello passi per la cruna di un ago…

Written by Riccardo Mori

19 Marzo 2009 alle 4:18 am

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iPhone OS 3.0: lista dei desideri

con 13 commenti

Come saprete, Apple ha organizzato un evento a inviti per domani, 17 marzo, allo scopo di offrire un’anteprima della nuova versione del sistema operativo di iPhone, la 3.0. Macworld.com ha pubblicato un articolo di opinione di una certa Melissa Perenson originariamente apparso nel blog Today @ PCWorld di PCWorld.com. In quell’articolo, l’autrice formula un’ipotesi: che probabilmente l’importanza di questo evento non è legata strettamente a un aggiornamento del software di iPhone, ma che possa essere il segnale dell’arrivo, in un futuro molto prossimo, di un nuovo dispositivo portatile Apple, una sorta di — cito — gadget che sia un assistente mobile / dispositivo per Internet / mini-portatile. E poi si sbizzarrisce immaginando il possibile aspetto di un tale dispositivo, dice che potrebbe essere un rivale diretto del Kindle 2 di Amazon. Eccetera eccetera.

Detto fra noi: a me sembra il classico articolo-fuffa per attirare commenti e stimolare la discussione. Che Apple stia progettando un Tablet è rumour caro a molti, e le ultime speculazioni lo danno come un dispositivo paragonabile a un grosso iPod touch e privo di tastiera fisica. Conto di tornare a breve sull’argomento con un articolo tutto dedicato, considerazioni di interfaccia incluse. Adesso voglio riportare l’attenzione su questa anteprima dell’iPhone OS 3.0 che si terrà domani nel Campus di Apple a Cupertino.

Quando Apple organizza cose del genere, è facile lasciare che la fantasia si scateni: ricordo il chiacchiericcio alla vigilia dell’evento dello scorso ottobre dedicato ai portatili. Lessi le previsioni più folli. Poi le novità non mi hanno deluso, ma sono state di certo molto meno fantascientifiche di tanti rumour campati per aria. Detto questo, sono molto incuriosito da ciò che Apple tirerà fuori dal cappello domani. Il fatto stesso che la versione sia 3.0 e non 2.3 lascia intendere che le migliorie e le novità saranno consistenti, e che non sarà soltanto il classico aggiornamento tappa-bug e di rifinitura. Che cosa apparirà? Purtroppo, a differenza del gioco della Settimana Enigmistica, con Apple non basta unire i punti per ottenere la soluzione.

Per questo, più che buttarmi in previsioni, provo a fare un elenco di quel che mi piacerebbe trovare nella nuova versione dell’iPhone OS. Non in ordine di importanza:

1. Una cosa gradita sarebbe la possibilità di personalizzare l’interfaccia di iPhone con temi, sfondi e icone ad hoc. Sembra una sciocchezza, ma in fin dei conti iPhone è un oggetto estremamente personale e mi pare un po’ sciocco che il livello di personalizzazione sia limitato a scegliere uno sfondo (visibile solo all’accensione e allo sblocco del dispositivo) e a come disporre le icone delle applicazioni sullo schermo; così come mi pare sciocco dover fare un jailbreaking di iPhone solo per avere questa funzionalità. (Sì, chi ha un iPhone o iPod touch jailbroken può personalizzarne l’aspetto, e molti artisti e designer hanno già prodotto un sacco di temi e icone all’uopo — è sufficiente fare un giro su MacThemes, magari partendo da qui per rendersene conto. Louie Mantia ha realizzato vari set di icone per iPhone. La mia serie preferita è Reinassance).

2. Il copia/incolla. Lo aggiungo un po’ oziosamente perché, ci si creda o no, non ne ho sentito particolarmente la mancanza finora. Dipende di certo da come utilizzo iPhone. Ma è di indubbia utilità, ed è comodo poter selezionare blocchi di testo anche solo per poterli eliminare, come mi capita quando rispondo a un’email e voglio eliminare le sezioni di testo dell’email originaria che non serve citare.

3. Un Bluetooth senza limitazioni. Anche qui, non ho sentito molto la mancanza del Bluetooth finora, perché per scambiare dati con il Mac ho sempre usato il Wi-Fi unitamente ad applicazioni come Air Sharing e Briefcase. Ma non sarebbe malvagio poter accoppiare iPhone a una tastiera wireless, magari proprio con la nuova, compatta Apple Wireless Keyboard. Oppure poter accoppiare iPhone con un altro cellulare per un rapido scambio di dati (foto, file audio).

4. Il potenziamento di alcune applicazioni di serie, in primis quella dedicata alla gestione degli SMS. Mi piacerebbe più flessibilità, come il poter cancellare singoli SMS senza dover essere costretto a cancellare un’intera ‘conversazione’, o il poter inoltrare un messaggio. In MobileMail vorrei la possibilità di selezionare una serie di messaggi e contrassegnarli come letti (al momento le opzioni sono soltanto due: eliminare e spostare). Per quanto riguarda la fotocamera forse non guasterebbe un temporizzatore, che permettesse di scattare foto con un ritardo regolabile dall’utente, questo per evitare foto mosse e per posizionare meglio iPhone verso il soggetto da fotografare (per esempio se stessi).

5. La risoluzione di certe lievi incongruenze dell’interfaccia. Esempio: la possibilità di accettare o rifiutare una chiamata cambia a seconda che iPhone sia in stop o sbloccato. Se è in stop e riceviamo una chiamata, possiamo soltanto rispondere (spostare lo slider virtuale per sbloccare + rispondere); se è già sbloccato e riceviamo una telefonata vengono proposti due pulsanti, uno per rispondere (verde) e uno per rifiutare (rosso). Se vogliamo rifiutare una chiamata in arrivo con iPhone in stop dobbiamo per forza rispondere e riattaccare — un gesto in più e una scomodità maggiore. Comprendo il compromesso di design: lo slider serve per evitare che, all’arrivo di una chiamata con iPhone in stop, si prema inavvertitamente il pulsante sbagliato e si chiuda la comunicazione quando invece vogliamo rispondere. Di fatto i due distinti comportamenti non mi piacciono. Basterebbe mettere due slider, come quando vogliamo spegnere iPhone: uno in basso per accettare la chiamata, con sfondo verde; uno in alto per rifiutare, con sfondo rosso.

6. Sincronizzazione potenziata (esempio: le note in Mail.app con le Note in iPhone).

7. Possibilità di utilizzare messaggi email con la tastiera in orientamento orizzontale. MobileMail dovrebbe davvero comportarsi come MobileSafari.

Queste sono le prime cose che mi sovvengono, ci può essere altro. Sono sicuro che Apple introdurrà novità che magari neanche ci si aspetta e poi tutti a dire Mai più senza. Per curiosità, qual è la vostra lista dei desideri per il nuovo iPhone OS 3.0? (A parte gli MMS, uah uah).


[Aggiornamento: Nel frattempo, MacRumors pubblica un post in cui si descrive come dovrebbe funzionare il copia/incolla nell'iPhone OS 3.0 prossimo venturo:

Secondo [Kevin] Rose, per entrare in modalità copia/incolla, basta fare doppio tap sulla parola, e apparirà una sorta di lente di ingrandimento [presumo simile a quella che appare quando si vuole posizionare il cursore con precisione in un punto del testo, N.d.RM] con due virgolette, che sarà possibile trascinare sul testo da selezionare. Fatta la selezione, si potrà copiare, incollare o tagliare. In passato Rose è stato molto accurato in merito ai dettagli delle revisioni dei prodotti Apple. Abbiamo anche sentito che, oltre al copia/incolla, nell’iPhone OS 3.0 troveremo una pagina home migliorata con la possibilità di organizzare i contenuti per categorie.

E John Gruber, linkando MacRumors, aggiunge:

Non so quanto sia corretta questa descrizione del procedimento di copia/incolla, ma dalle voci che mi sono giunte pare che il copia/incolla sarà uno dei punti forti dell’annuncio di domani.

In genere Gruber è a sua volta una buona fonte, per cui direi che troveremo il copia/incolla al 99,8% nella prossima versione del software di iPhone.]

Written by Riccardo Mori

16 Marzo 2009 alle 1:10 pm

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iPhone: note mobili (9)

con un commento

Parliamo ancora di applicazioni

Quando iPhone e App Store erano una novità, mi ricordo di aver passato diverso tempo a spulciare l’App Store cercando applicazioni utili e/o di mio gradimento. È comprensibile che all’inizio si installi un po’ di tutto, specie considerando la gran quantità di applicazioni gratuite o a 79 centesimi. È altrettanto comprensibile che, passata la sbornia, per così dire, si cominci a fare una scrematura per mantenere su iPhone soltanto quei programmi davvero utili e/o divertenti (anche per evitare di avere sette-otto ‘pagine’ di applicazioni da sfogliare tutte le volte).

A sei mesi circa dall’acquisto del mio iPhone 3G, ecco una sintetica rassegna delle applicazioni che mi hanno particolarmente soddisfatto (non metto il link diretto all’App Store, ma basta aprire iTunes Store e inserire il nome nel campo di ricerca):

  • AirSharing: applicazione per lo scambio di file fra Mac e iPhone (vedere anche iPhone: note mobili (4)). In un paio di occasioni, poter andare a leggere dei file PDF che avevo passato a iPhone, è stato indubbiamente provvidenziale. L’applicazione vale il denaro che costa, viene aggiornata spesso, e una volta configurata è semplicissima da usare.
  • Shazam: applicazione per il riconoscimento di brani (vedere anche iPhone: note mobili (4)). Grazie a Shazam ho scoperto un paio di artisti che non conoscevo e ho acquistato la loro musica. Stavo vedendo un film su DVD con mia moglie, e a un certo punto della storia vi era un passaggio narrativo senza dialoghi, commentato solo dalla musica. Bella, ho pensato, vediamo di chi è. E ho attivato Shazam, che l’ha individuata senza problemi. Fantastico.
  • Tuner Internet Radio: applicazione per l’ascolto di radio Internet in streaming. È molto stabile e ben fatta. Il database delle radio è davvero vasto e ce n’è per tutti i gusti. L’interfaccia di navigazione è molto simile alla sezione Radio di iTunes, con le stazioni suddivise per generi (Jazz, Classic Rock, Parlato, Ambient, Blues, ecc.). Ho trovato una stazione che trasmette solo musica Barocca, un’altra che trasmette solo Successi degli Anni ‘80, e una radio locale irlandese molto piacevole. Di tanto in tanto collego iPhone agli altoparlanti sulla scrivania e ascolto la radio mentre lavoro, come non facevo da tanto. Ovviamente Tuner necessita di una connessione Internet, ed è meglio ascoltare la radio quando si è connessi a una rete wireless. Si può fare anche con il 3G, ma occhio al traffico dati.
  • Frotz: un passatempo che stimola il cervello. È una raccolta di avventure solo testo, alcune molto impegnative. L’implementazione è ben fatta, ed è possibile utilizzare abbreviazioni per non dover digitare troppo (L per Look, X per Examine… sì, il programma è in inglese). Purtroppo il testo è un po’ piccolo e non adatto a chi ha seri problemi di vista. Io di solito faccio sedute piuttosto brevi proprio per non affaticare gli occhi. Mentre ero ricoverato in ospedale è stato un ottimo passatempo. Consigliato agli appassionati del genere.
  • eBay: applicazione per gestire eBay dal proprio iPhone. Si possono cercare oggetti e aste, osservare le foto e leggere le descrizioni degli oggetti, gestire “Il mio eBay”, e ovviamente partecipare alle aste e comprare oggetti. L’altro giorno ho individuato una macchina fotografica che mi interessava e il prezzo era basso. Solo una persona aveva fatto un’offerta e il prezzo era sugli 11 Euro. Poi ho notato che l’asta sarebbe scaduta mentre mi trovavo fuori di casa. Con iPhone e l’applicazione eBay ho potuto seguire l’asta fino all’ultimo secondo e accaparrarmi la macchina fotografica.
  • Converter di Architechies: è a mio parere uno dei migliori programmi di conversione di unità di misura per iPhone. Banalmente, a me serve quando faccio delle traduzioni che contengono unità di misura non metriche (once, piedi, pollici…) o prezzi di prodotti in altre valute. Con iPhone sottomano è comodo fare la conversione senza dover continuare a passare a un’altra applicazione sul Mac.
  • TouchTerm: una nuova applicazione che mette a disposizione una console a linea di comando per collegarsi in rete ad altri computer via SSH. Non è l’unico programma di questo genere disponibile su App Store, ma mi pare il meglio congegnato. In quei rari casi in cui un’applicazione congela il Mac o lo rende incontrollabile, spesso potersi collegare al Mac impazzito da un altro Mac via Terminale risulta provvidenziale (è possibile per esempio visualizzare l’elenco di processi attivi e ‘uccidere’ da remoto il processo sospetto, oppure riavviare il Mac congelato in maniera corretta senza forzare un cold reboot). Con TouchTerm è possibile farlo da iPhone. Questo e molto altro, ovvio. L’applicazione è gratis, ed esiste una versione Pro a pagamento che offre più funzionalità. Per gli usi più comuni, però, direi che la versione gratis basta e avanza.
  • WhatTheFont: ultimo arrivato fra i programmi che ho installato, aiuta a riconoscere il font carattere contenuto in qualsiasi immagine che presentiamo all’applicazione. All’avvio, WhatTheFont ci chiede se vogliamo scattare una foto o utilizzare un’immagine già registrata. Fatta la foto o scelta l’immagine, l’applicazione ci dice di isolare il testo che vogliamo venga analizzato: è un processo intuitivo, basta disegnare col dito un rettangolo intorno al testo. Poi l’applicazione invia al server il frammento da analizzare, separa le lettere l’una dall’altra e ci chiede di confermarle una per una. Ultimato questo passaggio, l’applicazione ci propone una serie di famiglie di caratteri che più si avvicinano a quelli fotografati. Più la foto di partenza è chiara, meglio è. L’applicazione inoltre consiglia di fotografare parole corte e dalle lettere il più possibile leggibili e separate, se si vuole ottenere un risultato attendibile. Io l’ho messa alla prova più volte e l’ho trovata abbastanza efficace. E poi è gratis. L’ho scoperta grazie all’amico Grant Hutchinson. Osservate la sua raccolta in Flickr per avere schermate dettagliate dell’applicazione.

Questo è quanto, per ora. Se avete qualche applicazione particolare da segnalare, programmi che vi sono stati utili in più di un’occasione, o passatempi che vi continuano a divertire, fatelo pure nei commenti. L’App Store è un enorme supermercato, e molte gemme possono passare inosservate. Per questo è importante scambiarsi delle dritte.

Written by Riccardo Mori

12 Febbraio 2009 alle 2:20 pm

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iPhone: note mobili (8)

con 7 commenti

Come accennavo nel post precedente, avere iPhone con me in ospedale non mi ha portato altro che vantaggi e mi ha aiutato parecchio a non rimanere tagliato fuori dal mondo online (almeno quella piccola fetta di mondo online che mi interessa). Mentre le ore interminabili passavano come sabbia in una grossa clessidra, pensavo a quando ero stato in ospedale la volta precedente, nel maggio 2008, prima che avessi iPhone: non c’è paragone. Lo scorso maggio mi toccò tenere aggiornati un paio di clienti a suon di SMS scritti senza T9 sul mio SonyEricsson K700i (lo comprai qui in Spagna e non ha l’italiano fra le lingue del dizionario predittivo) — roba da artrite deformante, col senno di poi. Questa volta ho corrisposto via email come se niente fosse, scrivendo agilmente con la tastiera virtuale di iPhone, anche con il solo pollice. In più, essendo la posta elettronica traffico dati che ho già pagato, le comunicazioni sono state molto più a buon mercato, sia per me che per i clienti.

Ma ancora una volta devo sottolineare alcuni aspetti di iPhone già sottolineati in precedenza. Anzitutto, la comodità di avere Internet dovunque e comunque è senza prezzo. (Certo, compatibilmente alla copertura 3G dell’operatore. Ma dato che mi trovavo al quinto piano di un ospedale in una zona abbastanza centrale, avevo massimo segnale). Ogni volta che mi arriva una bolletta telefonica un filino più cara del previsto, penso a questo vantaggio e mi dico che solo per questo val la pena sottoscrivere un contratto biennale con l’operatore. Durante la degenza, avere la possibilità di accedere a Internet non è stata una comodità solo per me (leggere la posta, visitare i siti preferiti, leggere i feed RSS per tenermi aggiornato con le ultime novità), ma è servito anche a mia moglie, che aveva bisogno di trovare un medicinale e le farmacie più vicine all’ospedale ne erano prive. Abbiamo cercato su iPhone tutte le farmacie nel raggio di un chilometro, e alla fine ha trovato quel che cercava — in una farmacia di una via traversa che neanche conosceva. In un’altra occasione, Carmen aveva voglia di comprarsi qualcosa di diverso dal solito panino che si portava per pranzare, e abbiamo trovato — sempre con iPhone — una pizzeria take away nei paraggi con buoni prezzi e buon cibo.

Altro aspetto che mi ha positivamente sorpreso di iPhone è stata la durata della batteria. Non so se sono stato particolarmente fortunato nell’acquisto, o se è dovuto alla buona manutenzione della batteria (come consigliato nel manuale, di tanto in tanto lascio che si scarichi completamente, fino a che iPhone si spegne da solo, e poi eseguo una carica completa), ma iPhone, anche nei giorni di uso molto intenso, sembrava non scaricarsi mai, e una carica mi durava almeno 48 ore, senza spegnere iPhone durante la notte (a volte ero stanco, mi addormentavo e lo lasciavo in stop). Con uso molto intenso mi riferisco a molta navigazione Web via 3G, ascolto continuato di musica (spesso mentre navigavo), uso di applicazioni che consumano risorse (Google Maps, il gioco degli scacchi, altri rompicapi, ecc.), ricerca e visione di svariati video di YouTube, messaggi di testo e telefonate (poche ma buone), lettura di e-book.

Avevo con me anche il Newton MessagePad 2100 perché volevo approfittare della degenza per ultimare alcuni appunti per una prossima raccolta di poesie. Complice anche un’interessante discussione su NewtonTalk, non ho potuto fare a meno di riflettere sui due dispositivi, sui loro usi, e se iPhone / iPod touch siano o meno il “Newton del XXI secolo”. Certamente iPhone non sostituisce il Newton; iPhone è meglio di Newton in molti aspetti, se non altro perché racchiude tecnologie più moderne (in fin dei conti tra MessagePad 2100 e iPhone ci sono 10 anni — che in informatica equivalgono a un’èra geologica). iPhone può anche essere ‘erede’ di Newton nel senso che rispecchia in maniera più attuale ciò che Assistente Personale Digitale significa oggi. Esistono tuttavia alcune funzionalità per le quali il Newton rimane superiore, per ora, a iPhone. Riconoscimento della scrittura, interoperabilità delle applicazioni, utilità di terze parti che sopperiscono a carenze del sistema e ‘ci costruiscono sopra’, per così dire; e infine la gestione dei contenuti creati. Ed è a questo punto che, seguendo la discussione su NewtonTalk, mi è venuta una piccola epifania che possa spiegare in modo chiaro e sintetico la differenza che iPhone e Newton presentano a livello di DNA: Newton è un dispositivo per la creazione di contenuti, mentre iPhone / iPod touch sono dispositivi per la consultazione dei contenuti.

Se riflettiamo su questa distinzione base possiamo meglio comprendere certi punti forti e deboli di entrambi i dispositivi, in primis quanto sia facile creare note e documenti (di testo, di calcolo, di disegno) sul Newton e quanto, in proporzione, sia difficile fare la stessa cosa su iPhone. Inoltre sul Newton tutto è incentrato sul documento e sul dato: si crea una nota, o due pagine di testo, o un appuntamento in agenda, o un compito da svolgere, e partendo da lì, con un semplice menu a discesa, è possibile gestire l’informazione nei modi più vari: spedirla per email, archiviarla in una memoria flash esterna, inviarla a un altro Newton via infrarossi, duplicarla, cancellarla, e così via. Su iPhone questo tipo di interoperabilità è un po’ più limitato (si può inviare via email un’immagine, un link, una posizione sulla mappa; si può selezionare un contatto e decidere se chiamarlo o inviargli un SMS; e simili).

Ma come dispositivo per la consultazione e fruizione di contenuti, iPhone / iPod touch è imbattibile e, per svolgere tale compito, dispone dell’interfaccia migliore in circolazione. In quest’ottica ha senso optare per il multi-touch invece di usare uno stilo; ha senso creare applicazioni che facciano bene una cosa in particolare (come l’applicazione YouTube); ha senso privilegiare la manipolazione semplicissima di dati e contenuti già pronti invece di complicare l’interfaccia utente cercando di farle svolgere compiti al limite dell’usabilità (ossia raffinatezze che sarebbero meglio gestite con un dispositivo di puntamento diverso rispetto al dito, come appunto uno stilo).

Certo, c’è chi tuttora vede un Assistente Personale Digitale come un dispositivo che innanzi tutto crei dei contenuti, e cercando di applicare tale concetto all’iPhone non potrà che rimanere deluso da quel che iPhone offre. Meglio, in questo caso, rivolgersi altrove. iPhone non è un dispositivo perfetto e possiede tutta una serie di limitazioni: il trucco è comprenderne la natura. Se le proprie esigenze vertono più sulla rapida, semplice e potente consultazione dei contenuti, allora iPhone sarà — come lo è stato per me in ospedale, e come lo è per me tutti i giorni — un ‘assistente’ inseparabile.

Written by Riccardo Mori

30 Gennaio 2009 alle 12:15 pm

Pubblicato in Autoritratti, Si parla di..., iPhone

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12 giorni e 2 ospedali dopo

con 27 commenti

Per non esulare del tutto dal tema principale del mio blog, citerò Steve Jobs:

Le problematiche legate alla mia salute sono più complesse di quanto avessi inizialmente pensato.

Nel mio caso mi affretto a precisare il verbo al passato: sono state più complesse, eccetera. Scrivo questo breve post soprattutto per ringraziare tutte le persone che mi hanno fatto sinceri auguri e in bocca al lupo, commentando il post precedente. Grazie davvero. Purtroppo è stato il lupo a prevalere, e quella che doveva essere una breve degenza di tre dì al massimo si è tramutata nella solita esperienza prolungata e indesiderata dovuta a complicazioni post-operatorie (prima un blocco dell’apparato digerente, poi un’infezione alle vie respiratorie). Oggi — dopo 12 giorni, 2 ospedali, 7 lastre toraciche e addominali, 9 fiale di campioni di sangue, 1 ecografia e innumerevoli flebo — sono rientrato a casa, dove continuerò la cura a base di antibiotici per risolvere l’inghippo polmonare. Fegato, stomaco e intestino stanno bene.

Quando avrò più energie, ci sarebbe da raccontare questa nuova odissea ospedaliera. Va detto che iPhone è stato un compagno digitale essenziale per rimanere aggiornato con la posta elettronica più importante, per aggiornare a mia volta i clienti sulla mia situazione, per ascoltare musica, passare il tempo (bisognerebbe fare uno studio serio sul fuso orario di un ospedale) e fare qualche leggera navigazione Web, così da tenermi un po’ al corrente. Avrei voluto scrivere un aggiornamento al blog direttamente da iPhone, ma mi sono mancate le forze e l’agilità di mano necessarie (avevo flebo collegate a entrambe le braccia).

Ancora grazie a chi si è interessato della mia salute. È un onore avervi come lettori.

Written by Riccardo Mori

27 Gennaio 2009 alle 4:34 pm

Pubblicato in Autoritratti, iPhone

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[Link] David Pogue prova il BlackBerry Storm

con 38 commenti

State of the Art – No Keyboard? And You Call This a BlackBerry? – NYTimes.com: Spassosa stroncatura di David Pogue, che prova Storm, il nuovo modello di BlackBerry, e il verdetto è sostanzialmente un ‘tempestoso’ disastro. I miei stralci preferiti (oddio, dovrei citare tutto, ma farò uno sforzo di sintesi):

Un BlackBerry senza tastiera? Oh no!:

Il primo segnale che annunciava guai era il concetto: un BlackBerry touch-screen. Proprio così, nel suo impagabile zelo per cercare di guadagnare sfruttando la mania del touch-screen tanto diffusa da iPhone, RIM ha prodotto un BlackBerry senza tastiera fisica. Sveglia! La tastiera fisica non è forse sempre stato l’elemento caratterizzante di un BlackBerry? Un BlackBerry senza tastiera è come un iPod senza scroll wheel.

La tastiera virtuale cambia a seconda dell’orientamento. Come su iPhone! O quasi:

Quando si tiene il telefono in orizzontale, ecco il completo layout di tastiera Qwerty noto a tutti. Ma quando si ruota il BlackBerry in verticale, viene visualizzato il tipo di tastiera SureType, meno preciso, perché su ogni ‘tasto’ appaiono due lettere: è il software che cerca di prevedere quale parola stiamo scrivendo.

Per esempio, per inserire la parola ‘get’ si premono i tasti GH, ER e TY. Disgraziatamente sono gli stessi tasti per scrivere ‘hey’ [due termini molto usati in inglese]. Il problema è evidente. E provare a digitare indirizzi Web o cognomi insoliti è un’impresa senza speranza.

Si possono scorrere elenchi con il dito, come su iPhone! O quasi:

Per scorrere un elenco, bisogna far passare il dito sullo schermo, come su iPhone. Ma anche un gesto così banale diventa frustrante da impazzire sul BlackBerry: il telefono impiega troppo tempo a capire che state scorrendo e non facendo tap. E immancabilmente si mette a evidenziare voci a caso dell’elenco quando si comincia a scorrere; e poi, prima che lo scorrimento inizi, c’è un ritardo che lascia disorientati.

Inoltre lo scrolling manca di slancio, e non acquisisce velocità se muoviamo il dito più velocemente, come su iPhone e sul telefono di Google. Quindi far passare una lunga lista di messaggi o di numeri telefonici è piuttosto stancante.

Il BlackBerry si chiamerà anche ‘Tempesta’ (Storm) ma a quanto pare non è un fulmine:

Ci possono volere due secondi buoni perché l’immagine sullo schermo cambi quando si ruota il telefono di 90 gradi, tre secondi prima che si lanci un programma, cinque secondi prima che un tap su un pulsante venga riconosciuto. (Ricordate: per convertire i secondi in ‘tempo BlackBerry’, dovete moltiplicare per sette).

In breve: cercare di navigare su questo coso non è solo un esercizio di frustrazione — è una maratona di frustrazione.

Povera RIM! Hanno cercato di seguire l’esempio di Apple, offrire meno funzioni per avere un prodotto migliore sotto il punto di vista dell’interfaccia utente, eccetera. Ma mi sa che hanno esagerato:

Non ho trovato una sola persona che dopo aver provato questo dispositivo non sia rimasta sconcertata, perplessa, o entrambe le cose. E questo ancor prima di scoprire che lo Storm non ha il Wi-Fi.

“Ma aspettate, c’è di meno”:

Entrambi i BlackBerry Storm che ho avuto in prova hanno mostrato di avere più bachi di un picnic estivo. Congelamenti, riavvii inaspettati, controlli che non rispondono, anomalie grafiche.

Il mio preferito: quando cerco di immettere il mio indirizzo Gmail, la fotocamera dello Storm si mette in funzione d’improvviso, trasformando lo schermo in un mirino, anche se la tastiera virtuale continua a rimanere sovraimpressa per metà dello schermo.

La domanda, infine, nasce spontanea:

Come ha fatto questo coso ad arrivare sul mercato? Forse che tutti quelli coinvolti nella sua realizzazione erano troppo spaventati da tirare il freno di emergenza di questo treno?

* * * * *

[Aggiornamento - febbraio 2009: Se avete trovato questo post dopo una ricerca con Google sul BlackBerry Storm, prima di affrettarvi a commentare, vi pregherei di leggere la discussione nei commenti, in special modo i miei interventi, che spero servano a chiarire ulteriormente la mia posizione. Vorrei semplicemente evitare di riscrivere cose già scritte, e vorrei davvero evitare che la discussione degenerasse ulteriormente in una disputa "BlackBerry Storm contro iPhone" nello stile di tante dispute "PC contro Mac" -- discussioni che non portano a nulla e nient'affatto costruttive. Se avete rancori contro Pogue, se pensate che la sua recensione sia di parte e poco obiettiva, scrivete a lui e non a me. Ogni commento che non tenga conto di questa mia nota verrà automaticamente cancellato. Grazie per la collaborazione.]

Written by Riccardo Mori

27 Novembre 2008 alle 5:04 pm

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